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Tipi di NAT: SNAT, DNAT e PAT

Agli albori di internet, i “padri” progettisti di Internet pensarono di utilizzare 32 bit per ciascun indirizzo IP, pensando che 4,2 miliardi di indirizzi disponibili bastassero a coprire qualsiasi host nel globo terrestre. In effetti, negli anni 80 Internet non era poi cosi esteso. Si pensi, ad esempio, che in Italia la prima connessione ad Internet tramite un computer avvenne solamente nel 1986. Dagli anni 90 in poi, Internet ha visto un incremento sempre costante di nuove connessioni grazie allo sviluppo del WWW e dei device mobili e le connessioni dati. Gli indirizzi IPv4 non erano più sufficienti a coprire il numero sempre più vasto di dispositivi in rete. Inoltre, la disponibilità di 4.294.967.296 (ovvero 2^32) è solamente un numero teorico, poichè esistono delle combinazioni di indirizzi IP riservati per usi specifici che gli ISP non potevano utilizzare.

Il motivo principale per cui è stata sviluppata la tecnologia NAT è stato quello di prevenire il rapido esaurimento degli indirizzi IPv4. NAT (Network Address Translation) consente a un dispositivo di rete (come un router, un firewall o un server che esegue sistemi operativi di rete come Windows 2008, Windows 2012, GNU Linux o Unix) di tradurre gli indirizzi tra Internet pubblico e una rete privata locale LAN.

In che modo questa traduzione può salvare gli indirizzi IPv4 in costante esaurimento? Continue Reading


Qual è la differenza tra ipv4 e ipv6?

Se si utilizza Internet o quasi qualsiasi rete di computer è probabile che, ad oggi, si sta utilizzando il protocollo IPv4. La pubblicazione ufficiale di IPv4 risale al 1981 a cura dell’Internet Engineering Task Force (IETF), quando ancora Internet era in uno stato embrionale. La sua progettazione tuttavia non prese in considerazione l’espansione mondiale del web e questo portò a una serie di problemi:

  • La scarsità di indirizzi IPv4: Gli indirizzi IPv4 utilizzano uno spazio di indirizzamento a 32 bit classificato in classi A, B, e C. Con 32 bit è possibile creare circa 4 miliardi di indirizzi IPv4, ma bisogna tener presente che non vengono usati tutti, perché alcuni sono riservati a un particolare utilizzo (ad esempio gli indirizzi 0.0.0.0, 127.0.0.1, 255.255.255.255, 192.0.34.166 e la classe 192.168.0.1/16). Nonostante il numero sembri esorbitante, gli indirizzi ip stanno per esaurirsi.
  • Problemi relativi alla sicurezza: nel 1981, le minacce alla sicurezza delle rete attuali non erano minimamente prevedibili. Per ovviare a questo problema, sono stati definiti protocolli IP completi per la sicurezza della rete (Internet Protocol Security o IPSec) e per la protezione dei dati tuttavia non sono protocolli built-in e molti di loro sono proprietari e commerciali.
  • Problemi relativi alla configurazione dell’indirizzo: i nuovi dispositivi utilizzano indirizzi IP (statici o dinamici), per cui si dovrebbe rendere la configurazione quanto più semplice possibile.
  • QoS: Quality of Service (QoS) è disponibile in IPv4 e si basa sugli 8 bit del campo Type of Service (TOS) e sull’identificazione del payload (i dati utili trasmessi). Tuttavia il campo ha funzionalità limitate e l’identificazione del payload non è possibile quando il pacchetto è crittografato. A causa di ciò anche la qualità del servizio è influenzato.

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Cosa sono le maschere di sottorete o subnet mask? (parte 2)

A causa della storica progettazione del protocollo TCP/IP, il sistema operativo si aspetta ancora di usare il vecchio sistema di indirizzamento con le classi. Se si utilizza un indirizzo di classe C, ad esempio 192.168.1.0, il sistema operativo penserà automaticamente ad un indirizzo /24: cioè con i primi tre byte dedicati all’indirizzo di rete. Ma supponiamo di utilizzare  /26 bit, anzichè 24. Come fare in questo caso a imporre questa decisione al sistema? Specificando una maschera di sottorete. La rete ha sempre avuta una, ma in questo caso, si specifica una maschera diversa da quella predefinita per la classe C. Continue Reading


Cosa sono le maschere di sottorete o subnet mask? (parte 1)

 arpanet_1980

C’era una volta Internet. Ed era molto piccola, cosi piccola che per l’intera rete si poteva utilizzare un singolo byte per identificare ogni computer collegato ad esso, cioè 255. In realtà Internet era conosciuta con il nome di Arpanet, ed era nato principalmente per comunicazioni militari.  Continue Reading


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