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Cos’è l’edge computing e quali differenze con il cloud computing

All’inizio c’erano i grandi computer. Nell’epoca di Unix, abbiamo imparato a collegarci a quel computer usando terminali poco intelligenti (non dotati di processori di calcolo) che non facevano altro attendere risposte da questi grandi computer. Poi arrivarono i personal computer, elaboratori dotati di CPU intelligente, dove i calcoli venivano svolti direttamente sul PC.

Al giorno d’oggi, siamo nell’era del Cloud Computing. Molti possiedono ancora personal computer, ma li usiamo principalmente per accedere a servizi centralizzati come Dropbox, Gmail, Office 365, etc. Nelle nostre case siamo ormai abituati a utilizzare dispositivi come Amazon Echo, Google Chromecast e Apple TV sono alimentati da contenuti e “intelligenza” che si trovano nel cloud, al contrario di quanto succedeva 15/20 anni fa con le enciclopedie racchiuse in DVD (come Encarta) dove tutto il sapere era contenuto all’interno dei dishi.

La cosa davvero sorprendente del cloud computing è che la maggior parte delle aziende al mondo si affida a pochi fornitori di cloud, per quanto riguarda l’infrastruttura, l’hosting, l’apprendimento automatico e la potenza di calcolo. Questi fornitori li conosciamo tutti: Amazon, Microsoft, Google e IBM. Basti pensare che Amazon, il più grande tra questi provider, nel 2017 possedeva il 47% del mercato.

Ma le cose stanno forse cambiando: dal Cloud Computing, si sta velocemente passando all’Edge Computing.

L’Edge Computing è già in uso tutt’intorno a noi: dai dispositivi “indossabili” come lo smartwatch, alle auto con guida autonoma, ai computer che analizzano il flusso del traffico. Altri esempi includono l’analisi della rete di utilità intelligente, il monitoraggio della sicurezza delle piattaforme petrolifere, l’ottimizzazione dei video in streaming e la gestione delle colture con i droni. Oggi, meno del 10% dei dati generati viene creato ed elaborato ai “margini”, ma, secondo Gartner.com, entro il 2025, crescerà al 75%. Continue Reading


Conoscere il Cloud computing

Nella sua forma più basilare, il cloud computing si riferisce all’uso on demand di risorse da parte di un cliente attraverso la rete Internet. Il cloud computing come idea racchiude una vasta gamma di servizi aziendali e di consumo.  Le risorse non vengono pienamente configurate e messe in opera dal fornitore appositamente per l’utente, ma gli sono assegnate, rapidamente e convenientemente, grazie a procedure automatizzate, a partire da un insieme di risorse condivise con altri utenti lasciando all’utente parte dell’onere della configurazione. Quando l’utente rilascia la risorsa, essa viene similmente riconfigurata nello stato iniziale e rimessa a disposizione nel pool condiviso delle risorse, con altrettanta velocità ed economia per il fornitore.

L’interazione con un servizio cloud viene generalmente eseguita tramite un browser Web o tramite riga di comando. Di solito non c’è alcun software da installare, nessun hardware da configurare e nessun centro dati da cui affittare lo spazio.

Google e Amazon sono stati i primi al mondo a fornire servizi di cloud computing, presto seguiti da Microsoft. Il portfolio di prodotti offerti dalle aziende cloud è maturato e si è evoluto nel tempo, così come la concorrenza. Aziende come IBM e Rackspace, tra le altre, si sono unite alla mischia. Il mondo del cloud computing include ora una miriade di aziende che offrono i servizi di qualsiasi tipo. Questo articolo si concentrerà su Google, Amazon e Microsoft poiché punto di riferimento di milioni di sviluppatori.

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