La questione di genere nell’open source

L’open source è ormai radicato completamente nelle nostre vite: il web, gli smartphone, i dispositivi intelligenti e persino le automobili. Tutto ciò che è high-tech dipende in qualche modo dall’open source. Laddove un tempo i progetti software collaborativi e gratuiti erano le bandiere degli sviluppatori indipendenti che si opponevano al computing aziendale, oggi anche aziende come Exxon Mobil, Wal-Mart e Wells Fargo stanno rilasciando i propri strumenti open source.

Tuttavia, nonostante questa apertura verso il modo Open Source, la comunità di sviluppo rimane sorprendentemente bianca e maschile. Il mondo open source, infatti, viene spesso citato per i suoi problemi di genere e diversità che riflette il più grande problema di disparità nel mondo informatico, che rimane in prevalenza di sesso maschile.

GitHub, il principale repository mondiale di codice open source, ha intervistato 5.500 utenti e sviluppatori open source. Del campione selezionato a caso, il 95% degli intervistati è identificato di sesso maschile, solo il 3% è identificato come femminile e l’1% come non binario. Secondo un altra ricerca del Bureau of Labor Statistics, solo il 22,6% dei programmatori sono donne. Circa il 16% degli intervistati ha affermato di appartenere a gruppi etnici di minoranza nel paese in cui vivono. I programmatori neri, asiatici e latini rappresentano un totale di circa il 34% dei programmatori negli Stati Uniti. Inoltre, circa il 7% degli intervistati si dichiara lesbica, gay, bisessuale, asessuale o con un altro orientamento sessuale minoritario.

Al di là delle conseguenze per gli stessi progetti open source, il problema della diversità potrebbe effettivamente peggiorare gli squilibri radicati dell’industria tecnologica. Secondo il sondaggio, circa la metà degli intervistati ha affermato che i propri contributi open source hanno rappresentato una delle principali motivazioni per ottenere lavoro a tempo pieno. Se le donne e le persone di colore non contribuiscono all’open source, questi gruppi, già sottorappresentati, potrebbero trovarsi fuori dal mercato del lavoro high-tech.

La ricerca non si limita a quantificare il problema, ma indica le principali cause e le potenziali soluzioni. Frannie Zlotnick, il data scientist di GitHub che guida questo progetto di ricerca, afferma che una cosa importante che le aziende possono fare per garantire una maggiore diversità nell’open source è assicurarsi che tutti i loro dipendenti abbiano la possibilità di contribuire all’open source. Circa il 70% degli intervistati era impiegato a tempo pieno o parziale. Di questi, il 65% contribuisce in qualche modo all’open source come parte del proprio lavoro.

Le principali cause, secondo l’intervista di Github del 2017, che causano un allontanamento dal mondo open source sono le interazioni negative dentro la comunity: linguaggio sprezzante, maleducazione, insulti, stereotipi e, all’estremità più estrema, stalking e molestie aperte. Circa il 18% degli intervistati ha avuto interazioni negative con altri utenti open source. Ma non solo: circa il 50% degli intervistati ha assistito a un cattivo comportamento nell’open source e ha affermato che spesso è sufficiente per tenerli lontani da un particolare progetto o una comunità.

Un sentimento spesso ripetuto in tutta la comunità è che il conflitto non è diffuso, ma piuttosto visibile, a causa della natura pubblica dei forum e delle mailing list. Bisognerebbe quindi creare delle linee guida chiare per il comportamento, una sorta di codice di condotta. Impegnarsi, tra l’altro, a denunciare il cattivo comportamento degli utenti e invitarli ad un uso più pacato e consapevole. Parallelamente, la comunity dovrebbe assumere comportamenti indirizzati ad ascoltare le voci delle donne, riconoscerle sempre di più e incoraggiare il loro contribuire sul progetto.

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