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Regex: Espressioni regolari in PHP, parte 1

Qual è lo scopo di una macchina? Beh, teoricamente prendere “qualcosa” in ingresso, eseguire qualche tipo di lavoro e restituire il lavoro eseguito. L’esempio più semplice è il computer che prende in input dei dati, li elabora e restituisce un output come risultato. Tuttavia è una macchina anche un telefono: converte l’energia sonora in un segnale elettrico e lo ritrasforma in audio per rendere possibile la conversazione tra due punti. Un motore consuma carburante (vapore, fissione, benzina o olio di gomito) e lo trasforma in lavoro, energia, calore. E un frullatore mescola rum, ghiaccio, lime e curacao per produrre un buon cocktail estivo (se preferite qualcosa di più metropolitano, provate prosecco e succo di pesca e voilà un ottimo Bellini). In effetti, il frullatore è una macchina molto flessibile… Continue Reading

NSA e i sei gradi di separazione

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Conoscete il Numero di Kevin Bacon oppure il Numero di Erdős? E la teoria dei 6 gradi di separazione? E’ un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Stupefacente sapere che esistono solo 6 persone che mi separano dal presidente Obama… Ma ripensandoci bene, anche 4! Continue Reading


Siamo tutti spiati: il catalogo “segreto” della NSA

L’abbiamo letto un po’ dovunque, la NSA (National Security Agency), l’agenzia nazionale americana per la sicurezza, ci spia. Persino Angry Birds, il popolare gioco per smartphone potrebbe essere stato “condizionato” dalla NSA per spiare i movimenti e le attività degli utenti. Ma per spiarci, la NSA non si ferma alle “semplici” vulnerabilità o backdoors del software ma sfrutta sofisticati metodi di hacking per ottenere l’accesso mirato ai sistemi. L’agenzia infatti ha un catalogo di strumenti da far invidia a James Bond, attraverso cui gli analisti della NSA sono in grado di accedere a qualsiasi potenziale fonte di dati di un determinato “bersaglio”. Continue Reading


Responsive design vs Adaptive design: cosa scegliere?

Il Responsive Web Design (RWD) è ormai diventato lo standard per la creazione di siti web accessibili sia su pc desktop / notebook che su una vasta gamma di dispositivi mobili come smartphone e tablet. Ma siamo sicuri che il responsive design sia la risposta per coinvolgere a pieno gli utenti di dispositivi mobile? Ha un senso rendere un sito web responsive se poi la mobile user experience è la stessa di un utente desktop, se non addirittura peggiore dovuta ai tempi di latenza della connessione, la lentezza e dulcis in fundo proprio il dispositivo?

Probabilmente no, o forse, decisamente no.

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Ecco perché gli sviluppatori sono pure artisti

Ci sono diversi motivi per cui gli sviluppatori assomigliano a degli artisti. Queste percezioni si basano su osservazioni sul posto di lavoro e sull’esperienza personale. Paul Graham , fondatore di Y-Combinator, ha scritto un articolo di qualche anno fa chiamato hacker e pittori. Ha descritto come la gente sembri sorpresa del fatto che qualcuno interessato a computer fosse anche interessato all’arte. Si potrebbe pensare che l’hacking e la pittura sono molto diversi tra loro – da una parte la programmazione, fredda, precisa e metodica, e dall’altra parte la pittura, calda e creativa. In realtà niente di più sbagliato, poichè sviluppatori e pittori hanno parecchie caratteristiche in comune. Vediamo quali.

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Le nuove tendenze tecnologiche dell’elearning

Oggi più che mai, l’importanza di un LMS di qualità viene riconosciuta dalle organizzazioni di tutto il mondo. Le aziende fanno ricorso sempre più spesso ad attività di formazione del personale per migliorare le prestazioni del proprio staff, la produzione e i processi produttivi. Pertanto, come non mai, è diventato ancora più necessario disporre di un sistema LMS aggiornato e funzionale e affidabile.

Naturalmente, ogni progresso tecnologico, è accompagnato da un’evoluzione sistematica dei sistemi LMS cercando di adattarsi e integrare il più possibile quanto le nuove tecnologie hanno loro da offrire.  Continue Reading


Come funziona davvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)?

Nel mio articolo precedente, “Come funziona davvero Google Search?” abbiamo visto le basi su come Google esegue la scansione del web, indicizza i dati e presenta i risultati di ricerca utilizzando un sistema a punteggio chiamato PageRank per determinare quali collegamenti devono essere visualizzati per primi. Vi ho promesso, alla fine dell’articolo di parlare del SEO e dei metodi (leciti) per aumentare il pagerank.

Il termine SEO è sempre più spesso utilizzato in ambito informatico. Libri, seminari, siti web e professioni sono state creati per promuovere e discutere questo argomento. In questo articolo vorrei presentare le possibilità che Google mette a disposizione dei webmaster in ambito SEO. In sostanza, le raccomandazioni di Google sono basate sul controllo dei contenuti, procedure tecniche e controllo sulla qualità. Google inoltre fornisce alcune istruzioni su come aggiungere l’URL del sito e una sitemap per agevolare al meglio il processo di indicizzazione. Continue Reading


Come funziona davvero Google Search?

C’è poco da dire: Google non è un motore di ricerca; Google è il motore di ricerca. Vi capita spesso di usare Google? E non vi chiedete mai il motivo per cui alcuni risultati vengono visualizzati prima rispetto ad altri? Forse perchè alcuni link sono più attinenti che altri, oppure perchè vengono aggiornati spesso… Insomma, in parole povere, come fa Google a stabilire l’ordine di priorità dei risultati? Ma poi perchè mi faccio queste domande, quando posso cercare con Google le risposte? Continue Reading


Google Glass in ambito medico?

I Google Glass saranno probabilmente disponibili all’inizio del 2014, e mentre Google ha incentrato la campagna di comunicazione sull’uso “social” degli occhiali, c’è chi pensa come questa nuova tecnologia possa avere applicazioni di vasta portata in ambito sanitario sia personale che professionale.

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Centri di ricerca e medici di tutto il mondo hanno mostrato un interesse a sperimentare ed esplorare le potenzialità di Google Glass in ambito medico.

Con un concorso pubblico, Google ha selezionato 8.000 “vincitori” per acquistare i Google Glass a 1.500 dollari. Questi vincitori sono diventati il gruppo di utenti beta che ha sperimentato gli occhiali in vari ambiti, aiutando Google a risolve i bug prima del definitivo lancio sul mercato. Tra questi beta-tester il centro medico Radboud University in Olanda è stato il primo sistema sanitario a testare i Google Glass in Europa. L’ospedale, che rappresenta un importante centro di innovazione, ha voluto esplorare i vantaggi di questa nuova tecnologia, diventando così parte integrante della campagna di marketing di Google.

Ma esattamente come potrebbero essere applicati in ambito medico i Google Glass? Gli specialisti pensano che le possibilità siano infinite. Medici e operatori sanitari possono accedere alle informazioni in tempo reale, indossando gli occhiali di Google. Oppure potrebbero comunicare con colleghi a distanza, attraverso la webcam integrata negli occhiali, ottenendo un feedback immediato per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure prestate al paziente. Ma il vero potenziale si potrebbe avere in sala operatoria. I chirurghi potrebbero vedere i risultati della TAC del paziente in tempo reale e ottenere un feedback sui loro progressi per migliorare i risultati.

Harry Van Goor è chirurgo e docente in chirurgia presso la Radboud University. Ha testato i Google Glass durante un’operazione addominale. Ha filmato l’intervento per tre ore con i Google Glass e ciò ha permesso agli studenti di seguire l’intervento dal punto di vista del medico chirurgo. Anche se il filmato era un po’ traballante, i primi risultati sono promettenti.

Oltre ad essere uno strumento didattico, Van Goor ha utilizzato gli occhiali come strumento di documentazione e registrazione delle procedure adottate nell’intervento chirurgico. “Di solito è possibile prendere appunti registrando la voce con un microfono, ma attraverso i Google Glass è possibile registrare il video oltre che l’audio, ottenendo una documentazione molto più precisa e affidabile”, spiega Van Goor.

Molti sostengono che operando con un menu pop-up davanti all’occhio possa essere fastidioso per il chirurgo. Secondo Van Goor invece ciò non rappresenta un problema: “il piccolo schermo in alto a destra dei Google Glass è sopra il mio occhio. Quando faccio l’intervento devo guardare in basso e non ho problemi di visuale o altri distrattori, quindi posso concentrarmi totalmente sul mio lavoro”, ha aggiunto.

Un altra critica che spesso viene avanzata è se la tecnologia dei Google Glass riesce a fornire una protezione adeguata della privacy dei pazienti. Effettuare registrazioni su di essi potrebbe rappresentare una evidente violazione della privacy. Se gli ospedali vogliono massimizzare l’utilità di Google Glass, è necessario avere l’accesso ad informazioni specifiche del paziente. Tutto ciò potrebbe essere un chiaro ostacolo in ambito sanitario se non si utilizzano adeguati sistemi di protezione e autorizzazione all’accesso delle informazioni.

Quindi, anche se le applicazioni in ambito healtcare potrebbero sembrare infinite, Google Glass è ancora poco più di un prototipo, il che rende difficile prevedere il suo futuro nel mondo della sanità.


8 passi per creare un digital storytelling

Le storie ci uniscono, ci incoraggiano a capire ed empatizzare e ci aiutano a comunicare meglio. Molto tempo prima che la carta e l’avvento dei libri diventassero comuni e accessibili a tutti, le informazioni venivano trasmesse di generazione in generazione attraverso la tradizione orale del racconto. Il Digital Storytelling può essere considerato come una versione moderna dell’antica arte di narrazione. Grazie agli strumenti digitali oggigiorno chiunque può creare una storia e condividerla con il mondo. Continue Reading


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