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Etica della persuasione

Il primo maggio 2018 termina di esistere Cambridge Analytica. Il motivo è stato trattato per diverse settimane dai media nazionali e internazionali e il mondo è rimasto scioccato nell’apprendere che Cambridge Analytica ha usato impropriamente i dati di un innocuo quiz pubblicato su Facebook, per indirizzare il pubblico della piattaforma con pubblicità persuasiva: l’intento era di convincere loro a votare in un certo modo. Solo una parte dei dati è stata ottenuta con il consenso al trattamento dei dati; i dati sono stati memorizzati dal creatore dell’app e poi venduti a Cambridge Analytica in violazione dei termini di utilizzo. Questo è stato uno dei tanti esempi esistenti in rete per cui si applicano tecniche di persuasione in modo ingannevole, combinato all’uso non etico delle informazioni personali…

Ma d’altra parte chi non conosce Amazon o eBay? Non vi è mai capitato di entrare in Amazon e trovare in prima pagina gli oggetti del desiderio? Magari avete fatto una ricerca di prodotti qualche settimana addietro: Amazon conserva i vostri interessi (lo fa in maniera del tutto lecita e vi informa di ciò) e crea un profilo personalizzato in base alle vostre scelte. Un po’ come fa Facebook e i suoi annunci sponsorizzati: a quanti è capitato di trovare nello stream della propria pagina, degli annunci sponsorizzati di proprio interesse?

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Teoria del colore: spazi di colore e modelli

Quante volte ci è capitato di stampare una foto che sul monitor sembrava perfetta, mentre sulla carta i colori erano del tutto sbagliati?

Supponiamo di voler stampare un’immagine contenente un quadrato rosso. Se l’immagine richiede il 100% di rosso, significa che il dispositivo darà il 100% di rosso, che sia una stampante o un monitor.  Tuttavia ci sono due problemi principali: le caratteristiche dei dispositivi sono diverse, quindi il rosso apparirà completamente diverso tra due monitor o tra due stampanti e, in secondo luogo, come possiamo spostarci tra i vari modelli di colore (ad esempio da RGB a CMYK) con la garanzia di rappresentare accuratamente i colori? Per fare ciò correttamente, abbiamo bisogno di un processo chiamato gestione del colore. Ma prima introduciamo il concetto di spazi di colore. Continue Reading


L’importanza della componente Visual nel contesto eLearning

Nell’era dell’informazione, i contenuti visuali giocano un ruolo importante nella nostra vita quotidiana. Poiché il 65 percento della popolazione apprende in maniera visuale, le immagini rivestono un ruolo chiave nella formazione eLearning e nel coinvolgimento dei discenti.

Le immagini fisse e in movimento sono state adottate nei materiali di apprendimento per decenni, ma solo adesso, grazie all’evoluzione delle connessioni a banda larga, le reti cellulari e gli schermi ad alta risoluzione, hanno reso possibile che le immagini di alta qualità facciano parte del visual design nel contesto eLearning. Le interfacce grafiche composte da foto, illustrazioni, grafici, mappe, diagrammi e video stanno gradualmente sostituendo i corsi basati principalmente su testi scritti.

Perchè i progettisti eLearning dovrebbero utilizzare un approccio visual nella progettazione dei loro corsi? Continue Reading


Teoria del colore: i modelli RGB, CMYK, HSB e LAB

Fin da bambini abbiamo imparato come produrre colori: basta mescolare i colori cosiddetti primari tra di loro (ciano, magenta e giallo, ad esempio) per creare qualsiasi colore abbiamo di bisogno. Un modello di colore è un metodo per scomporre i colori in singole componenti cromatiche in modo da astrarre e rappresentare numericamente un colore.

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Teoria del colore: l’occhio umano e la visione del colore

Il nostro sistema sensoriale principale e più utilizzato è senza dubbio la vista. Attraverso gli occhi è possibile percepire gli stimoli luminosi e, quindi, la figura, il colore, le misure e la posizione degli oggetti. Si calcola che circa il 70 % delle informazioni che inviamo al nostro cervello provenga dal sistema visivo.

Come abbiamo accennato negli articoli precedenti, il colore è luce e la luce è la radiazione, compresa in un intervallo molto limitato dello spettro elettromagnetico, che l’occhio umano riesce a vedere (diversamente dalle radiazioni ultraviolette, l’infrarosso, i raggi X, i raggi Gamma, tra l’altro tutte molto pericolose…). L’occhio umano funziona un po’ come il nostro cellulare: riesce a catturare ed elaborare solo il segnale propagato dalle antenne (celle) nelle vicinanze, mentre ignora segnali con frequenze diverse (tipo radio, TV, satelliti). Continue Reading


Chunking e eLearning: cosa sono e come ottimizzarli?

Leggere “su Internet” è una delle principali attività di ogni utente. Si leggono – con gradi e tempi diversi – notizie sui giornali, sui blog o sui profili personali dei social network. Proprio per questo, la lettura su Internet ha profondamente cambiato il modo con cui le persone processano le informazioni. Ciò ha provocato notevoli trasformazioni in quei settori dove il design deve adattarsi alle nuove tecnologie, primo tra tutti l’eLearning. I progettisti e i creatori di corsi eLearning sanno benissimo di dover modellare i propri i contenuti per soddisfare il comportamento degli studenti rispettando un adeguato livello di accessibilità. E qui entra in gioco la teoria dei chunking. Nella psicologia cognitiva il termine chunk viene utilizzato per indicare un’unità di informazione, di conseguenza il chunking è il processo che permette di acquisire tale unità di informazione.

Un grave errore di molti “designer” di eLearning è quello di mostrare agli studenti troppe informazioni in una volta sola. Invece, è sempre meglio limitare la presentazione dei contenuti per evitare un sovraccarico cognitivo della memoria di lavoro e attivare le connessioni con le informazioni già presenti nella memoria a lungo termine. Attraverso il chunking è possibile raggiungere questo obiettivo: si presenta una grande quantità di contenuti in piccoli moduli per facilitare la lettura, l’elaborazione e la memorizzazione delle informazioni. Questa tecnica risulta efficace soprattutto in quei corsi in cui si affrontano concetti complessi. Continue Reading


Gerarchia visiva delle informazioni

L’obiettivo del visual design è quello di comunicare. Come organizzare e dare la priorità gli elementi veicolando informazioni preziose sulla loro importanza relativa? La gerarchia visiva aiuta la comprensione, rafforza il messaggio, e guida il lettore attraverso i contenuti.

Una gerarchia è – brevemente – un’organizzazione di elementi in diversi livelli di importanza. Attraverso dei principi di progettazione di base si sottolineano quali elementi rispetto ad altri siano più importanti e si progettano i contenuti per fornire indicazioni visive per gli elementi che stanno sullo stesso livello della gerarchia. L’organizzazione della pagina quindi crea un certo senso di ordine. Continue Reading


Gutenberg Diagram, Z-Pattern, e F-Pattern

Comprendere come gli utenti leggono sul web è fondamentale per costruire dei layout efficaci e posizionare i contenuti in modo tale da attirare più facilmente l’attenzione del lettore. Spesso la “letteratura” del design raccomanda l’applicazione di modelli di layout che consentono di ottimizzare la posizione degli elementi nello spazio. I più comuni sono il diagramma di Gutenberg, il layout z-pattern, e il layout f-pattern. Ciascuno offre dei consigli utili su come e dove posizionare le informazioni importanti, anche se spesso questi modelli vengono fraintesi e usati senza pensare a ciò che realmente descrivono. Continue Reading


Il Canvas in HTML5

HTML5_Logo_512Una delle caratteristiche salienti dell’HTML5 è sicuramente il nuovo elemento Canvas. Del tutto simile a qualsiasi altro tag HTML ma con l’unica eccezione che il suo contenuto viene renderizzato tramite Javascript. Canvas è quindi una “tela” digitale utilizzata per disegnare in maniera digitale. Avendo delle basi di Javascript, è possibile “disegnare” all’interno del canvas. Il funzionamento è abbastanza semplice: si definisce un <canvas> all’interno del body della pagina, vi si accede tramite Javascript, si crea un contesto e si inizia a disegnare. Fin qui, è tutto molto semplice.

Quando si utilizza un canvas, è importante capire la differenza tra l’elemento canvas e il contesto canvas (context), poichè tle differenza potrebbe portare confusione. L’elemento canvas è il tag HTML, il nodo DOM, che viene scritto all’interno di una pagina HTML. Il contesto è un oggetto con delle proprietà e metodi che puoi utilizzare per disegnare forme all’interno dell’elemento canvas. Il contesto può essere 2D o 3D. Ogni canvas contiene un solo context. Se ustiamo il metodo getContext() più volte, ritornerà come riferimento l ostesso oggetto context. Continue Reading


La proporzione divina applicata al web design

Chi non conosce il valore della proporzione divina, altrimenti detta sezione aurea? Per chi non lo sapesse è un numero irrazionale, è rappresentato dalla lettera greca Phi e vale 1,618 (solo per dare i primi tre decimali, visto che sono infiniti…).

E’ un numero importante e avvolto, se vogliamo, da un alone di mistero: è presente in natura cosi come in maestose opere architettoniche. È certo che scultori, pittori e architetti greci e romani – e, forse, ancor prima egizi – si servirono largamente della “proporzione divina”, tanto che secondo molti critici starebbe semplicemente qui il segreto dell’armonia inimitabile di quelle opere d’arte quali la Grande Piramide di Cheope, il Partenone di Atene, l’Arco di Costantino, il Pantheon di Roma, l’acquedotto di Segovia e del Gard. Queste e molte altre opere hanno dimensioni che rispettano la proporzione dell’1,618. Noi stessi siamo la prova vivente della proporzione divina. Non ci credere? Provate a misurare la vostra altezza, poi misurate l’altezza dall’ombelico al pavimento e provate a fare il rapporto dei due numeri. Non so se questo riuscirà a stupirvi, ma di sicuro il risultato si approssimerà a 1,6. E se non ci credete ancora, provate con le falangi della vostra mano…

golden-ratio-equation

Ma non voglio tediarvi ulteriormente su come si è arrivati in passato a trovare il numero (esistono infiniti articoli sul web), ma vorrei illustrare semplicemente come, questo numero divino, può essere semplicemente applicato a qualsiasi oggetto di design e cionondimeno al web design.

Un web designer dovrebbe sempre garantire ai visitatori di un sito web un certo senso naturale di ordine, armonia, equilibrio e comfort. La logica che sta alla base della proporzione divina è la convinzione che questo numero sia qualcosa di organico, universale, armonico ed esteticamente piacevole. Infatti, essendo tale rapporto evidente in molte cose esistenti nell’universo è probabile che possano migliorare notevolmente il design dei vostri progetti.

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